Comincio con il ringraziare tutti voi, cari lettori, cari navigatori, cari amici del web ed amici reali, che mi scrivete, e sempre più sto scrivendo degli articoli su vostra richiesta, oggi parliamo di un argomento che mi sta a cuore da anni, grandi battaglie ho fatto in epoche non sospette, cercando di fare notare quello che oggi è sempre più evidente, ossia che la modernità unita al profitto, sta lentamente avvelenandoci e inficiando i progressi che la medicina e le comodità hanno portato alla nostra salute.

Tenendo conto che purtroppo sono allergico a parecchi prodotti, il cibo e come esso viene trattato e cucinato, sono parte delle mie maggiori attenzioni, e grazie a queste mie attenzioni, le mie allergie sono meno acute, meno presenti ed in generale vivo meglio, certo non si può pretendere di fermare il progresso o di vivere fuori dal nostro contesto storico e tecnologico, ma vivere meglio si può, basta scegliere e tenersi informati.

Purtroppo molte delle informazioni vengono date dai produttori di cibi , medicinali, bevande e prodotti che noi usiamo,tanto da pagare blogger, e mezzi di informazione al punto di invadere tutti i media compresa internet di false o tendenziose informazioni, disorientando quindi chi cerca informazioni, io posso solo darvi un suggerimento, usate la logica e chiedetevi il perchè, come funziona un materiale, di cosa è composto ecc. cercate insomma di farvi un’idea indipendente.

Veniamo al dunque di questo articolo, le pentole , sono tra gli strumenti che più usiamo, ne facciamo un uso quotidiano e continuativo, eppure per lo più dedichiamo a loro ed al loro acquisto pochissima attenzione, affidandoci agli ipermercati, ai mercatini ed a qualche negozio di casalinghi, oggi c’è anche internet e questa è una buona cosa perchè possiamo procurarci prodotti di qualità magari non reperibili nella nostra città, non accontentandoci della prima pentola che capita.

Teniamo sempre presente , che le pentole contengono e cuociono il nostro cibo, il nostro carburante, quel cibo che ci entrerà nel corpo e che entrerà nel nostro sangue, e farà parte di noi, e che ci porterà benefici ma anche problemi se non è sano, tralasciamo la scelta del cibo, che ne parleremo in un altro momento, e diamo per scontato che sia di buona qualità e sano, una parte di questo cibo andrà assunto dopo averlo cotto, quindi solo una cottura errata od eseguita con materiali inquinanti può adulteralo, certo generalmente non ce ne accorgeremmo, non subito almeno, salvo scoprire dopo qualche tempo di utilizzo di pentole sbagliate, di essere diventati allergici nel migliore dei casi o di avere malattie e gravi intossicazioni nel peggiore dei casi, dovuti al rilascio di particelle tossiche e metalli pesanti durante la cottura.

Antiaderenti in Teflon

Non è proprio una notizia di oggi, ma che le pentole antiaderenti con il teflon (quelle con l’interno nero per capirsi) stiano per essere messe fuori legge in molti stati occidentali è risaputo e dal 2016 così sarà anche nel nord Europa, in Italia non si sa ancora nulla,  il fatto che siano tossiche è stato comprovato, infatti le padelle antiaderenti con il tempo anche se usate dei lecca-pentola in silicone, che sono gli strumenti più morbidi tra quelli che possiamo usare per mescolare i cibi in una padella tendono a scrostarsi e quindi rilasciare micro particelle che il nostro corpo assimilerebbe. Nel teflon delle padelle vi è l’acido perfluoroattanico tossico per la salute umana e cancerogeno, ma come non bastasse alle elevate temperature il teflon delle antiaderenti produce tetrafluoroetilene anche esso cancerogeno,quindi il consiglio è quello di evitare di utilizzare padelle antiaderenti a base di teflon e simili.

Notare in una padella antiaderente in teflon i graffi dopo pochi mesi di utilizzo pur avendo usato utensili in teflon o silicone

Vediamo come con il tempo il teflon come ogni altro materiale anti aderente applicato, tende a scheggiarsi ed a rilasciare microparticelle che saranno assorbite dal nostro organismo

Anti aderenti in ceramica

In un primo momento sembrava che sostituire lo strato antiaderente in teflon con un composto ceramico fosse la soluzione migliore e anche la più salutare, invece al lato pratico è difficile utilizzare la ceramica “naturale” per rivestire le pentole, infatti non vi aderisce bene, per poterlo fare deve creare un ossido che lega con l’ossido metallico della pentola, e quindi vengono aggiunti dei metalli che al momento in cui la pentola si graffia vengono rilasciati ed assorbiti dagli alimenti e quindi dal nostro organismo, si è allora pensato di usare non una ceramica “naturale” com componenti naturali ed atossici, ma una nanotecnologica composizione, che non è ceramica ma un multistrato di nanoceramiche, cioè nanoparticelle, di cui non sappiamo ancora abbastanza per stare tranquilli. Esistono infatti indizi di possibili rischi legati alla nanotecnologia come tossicità per i pesci: durante un esperimento condotto su persici trota, si è osservato che il cervello di questi pesci aveva subito danni già in presenza di basse concentrazioni di molecole di C60 (fullerene, una nanoparticella). Stando ad alcuni ricercatori  la ceramica per usi industriali viene ricoperta di uno strato di nanomolecole di argento, e nel campo della meccatronica molto spinta si sa che le nanomolecole sono tossiche per il modo con cui si combinano per cui funzionano da catalizzatore ad accumolo. Inoltre con il tempo anche le padelle rivestite di nano-ceramica si graffiano e si scheggiano permettendo a particelle nocive di inquinare il cibo ed essere assorbite dal nostro organismo, altra considerazione è che molte aziende straniere o costruite dove non ci sono controlli stanno mettendo in commercio a prezzi bassi e concorenziali, padelle con coperture ceramiche di dubbia fattura e provenienza, un analisi campione ha definito che alle alte temperature emettono sostanze tossiche più delle padelle al teflon e in caso di rilascio di particelle queste sono tossiche, se proprio non volete farne a meno assicuratevi che siano padelle di marche conosciute e controllate, ma ricordatevi che oltre che costose sono comunque  con il prolungato uso nocive.

Una padella con rivestimento ceramico di qualità dopo pochi mesi di utilizzo, pure essendo utilizzata solo con utensili in teflon o silicone comincia a rilasciare particelle ed a rigarsi

Pentole in rame

Se si chiedesse a un grande chef che cosa preferisce, nella maggior parte dei casi, risponderebbe che il rame non ha paragoni: conducibilità termica molto elevata (392) e uniforme che garantisce una cottura perfetta a qualsiasi alimento. Per l’uso domestico, però, la questione è un po’ diversa: il rame, infatti, è molto costoso e, cosa più importante, necessita di una particolare manutenzione tutt’altro che agevole. Con l’utilizzo, sulla superficie della pentola si può formare un deposito di ossido di rame il cosiddetto “verderame” che è tossico; per evitare che questo succeda, le pentole in rame vanno fatte “stagnare” periodicamente da personale specializzato.

Ad alte temperature inoltre, attorno ai 250 gradi, lo stagno tende ad ammorbidirsi e a quel punto un banale colpo di cucchiaio può danneggiare il rivestimento, facendo sì che il cibo entri in contatto con il rame. Se il rame è normalmente presente nella nostra dieta, assumerne in quantità elevate può diventare tossico per il fegato e provocare gravi disturbi. Esistono in commercio pentole in rame con l’interno foderato in acciaio inox sicuramente più sicure delle stagnate il loro prezzo è elevato.

Pentole in Terracotta

La terracotta è composta da argilla cotta a 900-1000 gradi che poi eventualmente viene smaltata con rivestimenti di tipo vetroso. La smaltatura di un pezzo in ceramica ha lo scopo di proteggere il pezzo dall’usura, di facilitarne la pulitura e la manutenzione e di decorarlo.

I nostri contadini un tempo la utilizzavano sempre per cuocere legumi e cereali: la terracotta assicurauniformità alla cottura, è perfetta per una cucina povera di grassi perché il cibo non si attacca sul fondo, per lo stesso motivo non si formano residui di precedenti cotture(potenzialmente molto dannosi per la salute, se non si rimuovono si lasciano carbonizzare) e al contempo il sapore naturale dell’alimento cucinato si mantiene intatto.

Mentre i metalli conducono rapidamente il calore, la terracotta lo assorbe lentamente, e altrettanto lentamente lo trasmette al cibo. Le stoviglie in terracotta sono perciò particolarmente indicate per quei piatti che necessitano di lunghe cotture a fuoco lento.

La porosità della terracotta fa sì che questa trattenga gli aromi degli alimenti che vengono cotti al suo interno. Questa peculiare caratteristica rende ottimi i tegami in terracotta per cucinarvi sempre lo stesso piatto, per esempio zuppe, fagioli stufati, crauti. Secondo i buongustai, le portate cucinate in questo modo possono acquistare un sapore estremamente ricercato.

I tegami in terracotta sono piuttosto facili da lavare: usare acqua calda e limone, evitando detergenti particolarmente aggressivi, e lasciarla asciugare rovesciata in modo che l’umidità possa evaporare dal fondo, questo per una migliore conservazione.

Quando si acquista una pentola in terracotta deve essere messa in ammollo in un secchio con acqua fredda per almeno 12 ore. Questa operazione reidrata la terracotta che si è seccata durante la cottura e le permette di sopportare la cottura senza rompersi. Alcuni produttori consigliano, inoltre, una volta passato il tempo di ammollo: togliere la pentola dall’acqua, asciugare bene e passare uno spicchio d’aglio tagliato su tutta la superficie, passando bene sul fondo anche più volte il passaggio dell’aglio aiuterà a sigillare tutti i pori della terracotta. Lasciamo con questa patina d’aglio per un paio d’ore, poi si possono lavare normalmente.Inoltre non va mai messa sulla fiamma diretta ma bisogna sempre utilizzare lo spargifiamma che permette al calore di diffondersi in modo uniforme evitando un contatto prolungato della fiamma su un unico punto del tegame, rischiando di bruciare il cibo in quel punto.

Purtroppo questo tipo di pentole sono in genere verniciate con smalti e colori tossici, soprattutto piombo, utilizzato per abbassare la temperatura di fusione dello smalto, per dare maggiore brillantezza ai colori e per diminuire i difetti che possono apparire sugli smalti dopo la cottura. Altre sostanze inquinanti utilizzate sono cadmio e selenio(utilizzate come coloranti spesso in combinazione con il piombo) e ancora antimonio, arsenico, floride e uranio.
Durante la cottura, lo smalto a contatto con gli alimenti acidi (frutta, aceto, formaggi e molti vegetali), cede residui piombici che inquinano il cibo.

Per tutti questi motivi è consigliabile utilizzare le pentole in terracotta ecologiche, dove il piombo e gli altri metalli pesanti sono sostituiti da sostanze alcaline naturali (sodio, potassio, boro, calcio, bario, ecc.) che però danno dei risultati meno brillanti e a volte qualche difetto.

Un buon produttore di pentole in argilla che non usa elementi dannosi e nocivi alla salute anche nella fase del rivestimento in vetro o vetrificazione, operata con prodotti a base di silicati di sodio e calcio, privi di piombo, cadmio e altri metalli pesanti, pare che sia  BioNatural,  di cui potete acquistare online un certo assortimento di pentole in argilla rossa e pietra refrattaria, non le ho mai provate personalmente quindi informatevi bene prima di acquistarle ed adoperarle, ma queste sono le informazioni che ho avuto da chi già le usa e garantisce che sono le uniche atossiche, al limite rivolgersi a qualche buon artigiano che le produce a mano utilizzando solo argilla naturale.

Nel caso di pentole in terracotta assicurarsi della non nocività del rivestimento vetroso e/o del pigmento solo poche sono atossiche, inoltre posso graffiarsi facilmente

Pentole in Alluminio

L’alluminio è un buon conduttore di calore (conducibilità termica 225) ed è piuttosto leggero ed economico. I cibi rischiano di attaccarsi sul fondo ed è necessario seguire la cottura con attenzione.
Le  teglie, padelle e pentole in alluminio anodizzato sono più resistenti e meno soggette a corrosione, poiché l’alluminio può facilmente deformarsi in seguito agli urti e tende a cedere residui di metallo che possono interagire con gli alimenti in cottura.
Ci sono studi che mostrano una correlazione tra intossicazione cronica da alluminio e insorgenza del morbo di Alzheimer. Evitare di lasciare cibi a lungo in contatto con le teglie, pentole e padelle in alluminio.

L’alluminio è un metallo tossico. Nel corso degli anni, l’alluminio si accumula nel cervello, nei tessuti e, in minore quantità, nelle ossa. Esso provoca degenerazione, disfunzione e danno al cervello – a causa della riduzione e del blocco del flusso sanguigno e dell’ossigenazione delle arterie cerebrali. Il cervello si restringe, così come le cellule cerebrali muoiono. Questo provoca demenza. Per approfondire leggi la pagina I danni dell’Alluminio: dove si trova, effetti e rimedi naturali

Sembra che tutte le controindicazioni suddette sono invece annullate nel caso di pentole di alluminio anodizzato, nel quale uno strato protettivo di ossido di alluminio e ioni di argento sigilla la superficie e impedisce il rilascio di molecole di alluminio. Ma in questo caso è da evitare l’uso di pagliette di ferro o spugne abrasive: metterebbero a nudo il metallo che poi, durante la cottura, verrebbe ceduto agli alimenti. Anche qui però i dubbi sono forti , non si sa ancora quanto l’anodizzazione sia resistente e renda atossico l’alluminio, non sono stati fatti studi approfonditi ed il loro uso è relativamente recente per poterne apprezzare gli effetti tossici e/o dannosi, a mio parere evitatele come la peste ad uguale misura di quelle con teflon e nanoceramica.

 L’alluminio è tossico, anche se viene usato da anni nella costruzione di pentole anche professionali

 

Pentole in Ghisa

La ghisa è un materiale resistente e durevole, distribuisce il calore in modo uniforme rendendo omogenea la cottura. Inoltre mantiene la temperatura raggiunta permettendo di risparmiare energia. È quindi ideale per tutte le cotture lente.

Dall’altro lato va detto che è molto pesante e quindi non può essere manovrata a lungo.Si scalda molto lentamente. Può arrugginirsi e quindi è bene non usare mai acqua per pulirla ma solo passare con della carta e del sale per scrostare e poi ungerla con un po’ d’olio e riporla a posto.

Le pentole in ghisa porcellanata hanno invece un difetto: lo smalto che le ricopre, duro, ma poco resistente, si incrina con facilità. Ciò crea anche un certo rischio, in quanto i frammenti di smalto che si mescolano con il cibo possono, se ingeriti, produrre danni agli organi dell’apparato digerente, solitamente in un ambito domestico, la ghisa che utilizziamo è nelle così dette bistecchiere o nelle wok, quindi l’utilizzo è poco frequente, per chi cuocesse molto alla piastra consigliere la pietra ollare.

Padelle in Ferro

 

Sopporta temperature molto elevate ed è naturalmente antiaderente, ma è soggetto alla ruggine: per questo la padella in ferro va lavata il meno possibile con l’acqua, meglio ripassarla con un panno umido e poi conservarla dopo averla protetta con un sottile strato di olio d’oliva.

Il ferro si presta a quasi tutti i tipi di cottura, conserva il calore, ed è quasi inalterabile, a patto di pulirlo e asciugarlo con cura dopo l’uso. Ma attenzione, i tegami in ferro non vanno sfregati, per non danneggiare la patina protettiva che si forma col tempo e l’uso continuato inseguito della polimerizzazione dell’olio.

Consigliabile per le fritture, per le omelette e le crêpes.

Le pentole in ferro rilasciano ferro biodisponibile, utile nelle sideropenie (carenze di ferro, appunto). Anche le pentole di ghisa possono essere utilizzate tranquillamente, perché non rappresentano altro che una diversa condizione del ferro, ma sono anche pentole pesanti, difficili da manovrare e con una manutenzione impegnativa per mantenerne la atossicità.

Pentole in Pietra Ollare

 

La pietra ollare ovvero la Steatite, è è una roccia metamorfica composta di magnesio idrato silicato, magnesite e penninite formatasi grazie alle poderose spinte dei continenti in tempi lunghissimi.

La steatite è resistente al fuoco e non si deteriora alle alte temperature, il suo profilo termico è pertanto adatto alla costruzione di stufe e pentole.

Piastre, pentole e padelle in pietra ollare hanno una naturale capacità antiaderente e non rilasciano alcuna sostanza dannosa. Tuttavia essendo composta per la maggiorparte da talco è soggetta al pericolo di inquinamento da asbesto, ovvero amianto. Per questo motivo prima di acquistare la vostra pentola è necessario informarsi se sono state effettuate analisi di laboratorio che accertano l’assenza di fibre di amianto nella pietra ollare, come in questo caso e in quest’altro.

Va anche detto che sino ad oggi non sono state eseguite in Svizzera indagini sistematiche su prodotti di steatite. Ciononostante è probabile che l’amianto sia presente solo raramente nella steatite trattata. Questa opinione è suffragata da numerosi riscontri di misurazioni. Sia il Laboratorio federale di prova dei materiali di ricerca (EMPA, Dübendorf), sia l’Institut Universitaire Romand de Santé au Travail (IST) di Losanna non hanno trovato amianto nella steatite proveniente da Brasile, Finlandia, Norvegia e dalla regione del passo dell’Oberalp. Anche l’istituto finlandese per la medicina del lavoro che ha eseguito negli ultimi vent’anni numerose analisi sulla steatite, non ha trovato amianto.

La pietra ollare garantisce cotture uniformi e un basso pericolo di bruciatura del cibo senza l’uso di grassi. Avendo una bassa conducibilità la pietra ollare richiede molto tempo per riscaldarsi ma è altrettanto lenta a perdere calore, quindi si adatta allecotture lunghe a fiamma moderata, come zuppe, brasati, polenta.

Hanno uno spessore di almeno 2 cm, sono di colore verdastro e  nel tempo si possono incrinare lungo le venature naturali della pietra ma ciò non ne compromette l’utilizzo. Sono dotate di una intelaiatura metallica che ne mantiene la posizione e dei manici per poterla muovere.

Particolare cura va posta nel primissimo utilizzo di una pietra ollare nuova. Vanno previste e seguite le seguenti indicazioni:
– lavarla con acqua salata e asciugarla accuratamente;
– ungerla con olio vegetale o strutto da ambi i lati e lasciarla riposare per non meno di 24 ore;
– la prima volta che viene scaldata va fatto gradualmente, accertandosi che il fuoco sia uniforme su tutta la superficie per impedire che si dilati fino alla formazione di piccole fessure, che ne comprometterebbero il successivo utilizzo.

Dopo questo processo la pietra è pronta all’uso; si consiglia comunque di scaldarla sempre lentamente e in maniera omogenea per evitare spaccature e crepe superficiali. Pertanto anche dopo il primissimo utilizzo vanno seguite delle regole, le principali sono: scaldare lentamente e con gradualità la pietra iniziando con un calore minimo ed alzandolo a poco a poco fino al raggiungimento della massima temperatura (si può controllare il raggiungimento della temperatura massima facendoci cadere sopra una goccia di aceto verificando che questa evapori all’istante); cucinare i cibi senza aggiungere grassi ma soltanto le spezie e del vino, se può essere indicato dal tipo di alimento o ricetta.

E’ necessario, per l’uso su fornelli a gas, utilizzare una retina spargifiamma posta tra il fuoco e la pietra, in modo da rendere uniforme la distribuzione del calore sulla superficie della stessa. C’è da sapere poi che le pietre con telaio in ferro e nude superiori alla misura di 25×25 non sono costruite per la cottura su fornello a gas ma solo con brace e legna in apposito barbecue o caminetto.
Evitare insomma nel modo più assoluto sbalzi di temperatura (quindi mai versare sopra la pietra ancora calda acqua fredda) e di concentrare la fiamma in un solo punto della pietra.

Per una corretta manutenzione bisogna:
mai lavare la pietra con detersivi di qualsiasi tipo poiché, data la sua porosità e permeabilità, assorbirebbe le sostanze chimiche per quindi rilasciarle in fase di cottura;
mai toccare a mani nude la pietra e qualsiasi supporto in ferro, acciaio, rame, metallo, quando è in temperatura; per pulirla utilizzare un panno imbevuto di aceto quando è ancora tiepida e un raschietto;usare preferibilmente la pietra ollare solo per la carne o solo per il pesce, vista la sua porosità la steatite tende ad assorbire gli aromi in cottura e un uso combinato potrebbe danneggiare il sapore dei cibi;eventuali supporti in legno devono essere puliti solo con un panno umido e posti ad asciugare in un ambiente ventilato, evitare la lavastoviglie.

Prima dell’acquisto assicurarsi che la pentola sia stata costruita tornendo un pezzo di roccia, e quindi incavandone la pentola, e non che sia fatta di pasta composita a base di pietra ollare, nel quale caso conterebbe resine o composti tossici.

Pentole in Pyrex (Vetro)

 

Il pyrex è un vetro composito ,(vetro borosilicato) trattato in modo tale da risultare assai resistente al calore. I punti di forza di questo materiale sono l’inattaccabilità degli alimenti e la grande facilità di pulizia. Il pyrex non è però un buon conduttore termico, tanto che i contenitori in pyrex devono essere utilizzati solo nel forno tradizionale oppure in quello a microonde.Forse uno dei pochi materiali che non rilascia sostanze nocive o tossiche è proprio il pyrex, almeno non ho mai avuto riscontri in proposito purtroppo non può essere usato sui fornelli o sulle piastre, anche se qualche mio conoscente utilizzando dei frangi fiamma lo fa quotidianamente, a suo rischio e pericolo, perchè al contatto con la fiamma viva anche il pyrex migliore può creparsi o esplodere in mille pezzi.

Pentole in Acciaio 

 

L’acciaio inossidabile, o acciaio inox, è il materiale più usato nella produzione di pentolame e di attrezzi da cucina per via della sua solidità, dell’elevata resistenza alla corrosione e dellafacile lavabilità.
Il primo dei suoi punti deboli è rappresentato dalla bassa conducibilità termica (16), a causa della quale il calore non viene distribuito in modo uniforme: il ciboche si trova a contatto con il fondo riceve molto più calore rispetto a quello che si trova più in alto, quindi può attaccarsi e bruciarsi se la quantità di acqua e/o condimenti presente in pentola si riduce troppo durante la cottura.
Per questa ragione, i recipienti da fuoco per cucina in acciaio inox di migliore qualità sono dotati di un triplo fondo, ovvero di due dischi in acciaio con un disco di alluminio collocato tra l’uno e l’altro per favorire la diffusione uniforme del calore. In questo modo, padelle e pentole in acciaio possono essere utilizzate anche per quei cibi che necessitano una lunga cottura, come per esempio legumi e cereali. Lo spessore del fondo è dunque un indice di come il calore si irradia sul fondo della pentola, più è spessa e migliore è la cottura, anche se non bisogna esagerare perchè un fondo troppo alto necessità di maggiore calore per scaldarsi e quindi maggiore energia consumata.Un buon equilibrio per evitare di bruciare i cibi e allo stesso tempo sprecare energia è un fondo di circa 6 millimetri di spessore.

Padelle e pentole in acciaio inossidabile possono cedere particelle di metallo se vengono a contatto con composti acidi. È dunque opportuno evitare di conservarvi cibi acidi come pomodori e salse agrodolci, così come è consigliabile non lasciarvi il cibo per molto tempo dopo la cottura.
Anche il sale marino, che reagisce con l’acciaio inox quando si deposita sul fondo di pentole e padelle, può alterarne la superficie, generando erosioni che favoriscono il contatto tra metalli e cibo. Il sale va quindi aggiunto solo quando l’acqua è in ebollizione ed è buona norma continuare a mescolare fino a quando non si sia sciolto completamente.

L’acciaio 18/10 è più lucido e resistente alla corrosione, quello 18/c è migliore per la conducibilità del calore. L’inox si pulisce facilmente ed è resistente alla maggior parte dei detersivi e non assorbe gli odori.

Le sigle 18/10, 18/8 e 18/c presenti sulle pentole si spiegano col fatto che l’acciaio inossidabile è una lega composta da ferro, cromo, nichel e altri metalli. Il primo numero indica la percentuale di cromo presente nella lega, il secondo indica la percentuale di nichel. In caso di allergia a quest’ultimo materiale, occorre dunque scegliere pentole e padelle in acciaio inox 18/c, ovvero totalmente prive di nichel.

Attenzione però, io stesso mi sono convertito all’uso quasi esclusivo delle pentole in acciaio, che pure non essendo al 100/100 esenti da difetti, visto che al contatto di sostanze acide possono rilasciare particelle metalliche, anche se di quantità così bassa da essere trascurabile, ne respiriamo di più con l’inquinamento atmosferico dato dalle automobili, bisogna acquistare pentole di acciaio di qualità, che generalmente sono anche costose ma visto che poi ci dureranno parecchi anni ne vale la pena per la nostra salute lo dico perchè se acquisterete padelle di acciaio di scarsa qualità o della dubbia produzione industriale potrete incorre in acciai dal contenuto tossico come il cromo esavalente.

Il cromo esavalente (contenuto nell’acciaio) è tossico e l’esposizione a lungo termine può provocare problemi dermatologici, perforazione del setto nasale e tumore ai polmoni.Sulla base di evidenze sperimentali ed epidemiologiche è stato classificato dalla IARC come cancerogeno per l’uomo. La forma trivalente è quella presente negli alimenti; non provoca questi disturbi e ha una tossicità molto bassa.

I composti del cromo +6 (cromo esavalente) sono potenti ossidanti, e gli effetti tossici e cancerogeni del cromo esavalente sono principalmente imputati a questa caratteristica, rendendolo fortemente aggressivo nei confronti dei sistemi biologici.

Il cromo e il nichel sono due metalli pesanti che il nostro corpo tollera in bassissime quantità (il cadmio contenuto nel sangue è circa 20 parti per miliardo e tutto il corpo ne contiene circa 6mg). Sono metalli essenziali nel senso che vengono usati dall’organismo per le sue funzioni e vengono assimilati dai cibi che naturalmente li contengono nella forma chimica idonea per essere digeriti ed espulsi se in eccesso. Il nichel e cadmio in forme diverse da quelle presenti nei cibi e in alte concentrazioni sono tossici per la nostra salute e come abbiamo visto in un modo o nell’altro se la qualità dell’acciaio è scarsa o ha alti contenuti dei predetti metalli pesanti  essi entrano nel nostro corpo attraverso i cibi che vengono cucinati nelle pentole in acciaio inox.

Se decidete di utilizzare padelle in acciaio di buona qualità, assicuratevi che abbiano un buon fondo pesante

Io utilizzo padelle della professionali della Paderno e pentole della Kalderoni, ma ci sono buone pentole e padelle del Lagostina, Ballarini ecc.

Ricordatevi sempre che una buona pentola in acciaio di qualità, costa, quindi al momento in cui scrivo ultimo trimestre  anno 2015, il costo minimo è di 50 euro, per poi salire in Base al modello, al tipo di fondo ed al diametro, c’è anche l’acciaio a triplo strato che è anche più caro, molti acquistano prodotti spacciati per professionali in acciaio a 15/20 euro, ma salvo enormi stock ,ed anche in quel caso ponete massima attenzione alle contraffazioni, prezzi così bassi indicano padelle di scarsa qualità e quindi acciaio potenzialmente nocivo nell’uso prolungato e quotidiano.

Esistono poi le pentole in titanio, essendo un prodotto di nuova concezione al momento in cui scrivo i pareri e le notizie sono discordanti, ricordo che il titanio viene utilizzato anche negli impianti dentali, ma se di qualità carissimo, quindi se volete provarle ricordatevi che per essere di buona qualità e con una lega bassamente tossica , il costo sarà elevato.

 

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